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Dr. Giorgio Dobrilla
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La medicina basata sulle credenze oppure un fattore ignorato di guarigione: "L’ effetto placebo"

06.12.2007 | Tags: Fachbeitrag, Gesundheitsreform, Placebo

In God we trust, everyone else has to have data

Questo era l’ esordio della bellissima e stimolante relazione del Prof. Dobrilla, Primario emerito del reparto di gastroenterologia di Bolzano e Professore della cattedra “metodologia clinica“ dell’ Università di Parma.

Ci ha brillantemente dimostrato come il cosiddetto “Placebo” può correttamente definirsi ogni provvedimento (non solo un farmaco) capace di influire sui sintomi e/o sulla malattia di un paziente, pur oggettivamente privo di attività “specifica” nei confronti di quei sintomi o di quella malattia. Per secoli le terapie offerte dalla Medicina sono state per la massima parte dei placebo (non di rado ripugnanti). Anche oggi molti farmaci convenzionali e le terapie complementari/alternative (CAM) pur potenzialmente in grado di esercitare degli effetti benefici sono sostanzialmente dei placebo. Ciò dunque non esclude tout court la possibile utilità degli uni come delle altre in certe condizioni. L’effetto placebo medio in una miscellanea di malattie si aggira intorno al 40%-50%, ma in alcune malattie (schizofrenia, ansia, depressione, cefalea, colon irritabile, dispepsia non organica) un significativo miglioramento placebo-indotto si può registrare persino nel 80% dei pazienti. La risposta placebica che dipende sia dalla dose e dalla via di somministrazione è fortemente correlata con la fiducia che il paziente nutre nella cura che gli viene prescritta e che molto dipende dalla fiducia che egli pone in colui che gliela prescrive. Senza un ottimale rapporto medico-paziente, e senza che il paziente sia consapevole di ricevere una cura, l’effetto placebo non si manifesta.

Il potenziale terapeutico del placebo deve far riflettere i cultori in bona fide delle CAM, per alcune delle quali si è tra l’altro documentata, in analogia con quanto osservato nei placebo-trattati, una liberazione di endorfine. Attribuire alle CAM un semplice effetto placebo (e al momento almeno non ci sono prove dirimenti che così non sia) non è affatto “disonorevole”, né esclude un possibile impiego consapevole di qualcuna di esse a certe condizioni che devono però essere rispettate e regolamentate in modo rigoroso, nell’intento di controllare i ciarlatani (a tutto vantaggio degli stessi “alternativi” in buona fede!). Senza confronti oggettivi le affermazioni non possono che restare solo opinioni e questo non fa parte del metodo scientifico.

Con un buon rientro a casa, la campana ha suonato alle ore 22.45. Il Presidente e alcuni Soci hanno acquistato i libri scritti dal relatore unitamente a Paolo Renner, che era stato presentato nella relazione stessa. Anche il Club ha ritirato qualche copia e il ricavato andrà in opere di beneficenza.

 

*****

Pünktlich um 20.00 Uhr begrüßt Präsident Di Bello im Hotel Post in Bruneck alle Mitglieder, die Damen, den vortragenden Prof. Dr. Dobrilla und dessen Frau Irene. Scherzend wendet er sich an Paul Renner und lädt Ihn ein, öfters an unseren Meetings teilzunehmen. Es trifft dann Horand Meier den Referenten vorzustellen der mit seinen äußerst interessanten Vortrag beginnt:

Die auf Glauben basierende Medizin oder „ Placebo“ ignorierter Heilungsfaktor

In God we trust, everyone else has to have data

Mit diesen Worten hat Prof. Dobrilla, emeritierter Primar der Abteilung Gastroenterologie Bozen und Professor der Universität Parma im Fach „Klinische Methodologie“ seinen sehr schöenen und stimulierenden Vortrag begonnen. Er hat uns auf brillanteste Art und Weise in die Welt des Placebo eingeführt. Unter diesem Begriff sind alle Maßnahmen (nicht nur Medikamente) zu verstehen, die einen Einfluss auf Symptome und Erkrankungen haben, obwohl sie keine auf das Krankheitsbild spezifische Aktion ausüben.

Über Jahrhunderte hinweg fanden in der Medizin als Therapie z.T. auch scheußliche Placebomittel Anwendung. Aber auch heute sind viele konventionelle und komplementäre (KAM) alternativ medizinische Maßnahmen obwohl sie einen postiven Effekt erzielen, ein Placebo. Dies schließt eine sinnvolle Anwendung sowohl der einen als der anderen Maßnahmen in bestimmten Situation nicht insgesamt und völlig aus. Der durchschnittliche Placeboeffekt liegt zwischen 40 und 50%, kann aber bei einigen Erkrankungen (Schizophrenie, Angstzustände, Depression, Kopfschmerzen, Reizdarm, Dyspepsie ) in bis zu 80% eine Besserung erreichen. Der Placeboeffekt ist abhängig von der Dosis, dem Verabreichungsweg, aber vor allem von dem vertrauen, dass der Patient in die therapeutische Maßnahme setzt. Sehr wichtig ist auch das vertrauen in die verschreibende Person. Voraussetzung für die Wirksamkeit des Placebo ist ein entsprechendes Vertrauensverhältnis zwischen Arzt und Patient und die Fähigkeit des Patienten das Mittel überhaupt wahrzunehmen. Das therapeutische Potenzial des Placebo muss auch die Vertreter der Komplimetärmedizin (KAM) nachdenklich machen, da in einigen KAM Maßnahmen – in Analogie zur Placebowirkung – Endorphine freisetzen. Wenn man deshalb die Wirksamkeit der KAM Methoden nur auf die Placebowirkung zurückführen würde (derzeit gibt es keine bzw. keine überzeugenden Beweise für eine andere Wirkung) wäre dies weder unehrenhaft noch würde es deren eine Anwendung , unter bestimmten Situationen, aber nur unter Einhaltung von strengen Regeln, die das Ziel haben, das Tun von Scharlatane kontrollieren zu können. Ohne objektiven Vergleich bleiben Aussagen nur unbewiesene Meinungen und diese sind nicht Teil der wissenschaftlichen Methodik.

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